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IL CORREDO FUNERARIO:
IL CORREDO FUNERARIO:
L’industria litica levigata
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Descrizione
Lo scavo ha restituito un ricco e vario corredo funerario, tipico dell’Età del Rame, costituito in massima parte da armamentario litico e da piccoli oggetti di ornamento. Reperti del tutto simili sono stati rinvenuti nei dolmens e nelle grotte sepolcrali dei vicini dipartimenti francesi delle Alpes-Maritimes e del Var.L’industria litica scheggiataSi tratta unicamente di cuspidi di freccia e “semilune”, in selce e diaspro di provenienza non locale: punta di freccia di forma di losanga, a ritocco piatto, bifacciale e invadente (n.13) punte di freccia di forma foliata, a ritocco bifacciale invadente (nn.7,11,12,14) punte di freccia di forma foliata con peduncolo, a ritocco bifacciale invadente (nn.8,9,10) punta di freccia di forma foliata, a ritocco piatto invadente su di una faccia; sull’altra, piatta, il ritocco è limitato alla punta e alla base (n.6) “semilune”, ricavate da lamelle di selce, con dorso a ritocco erto (nn.1,2,3,4,5). La numero 2 tende alla forma triangolare e la numero 1, irregolare, ha il dorso molto spesso. Le “semilune”, probabilmente, servivano ad armare cuspidi di freccia a tranciante laterale.
E’ rappresentata da un frammento di tallone di ascia levigata in pietra verde (giadeite). Le asce e le accette levigate venivano usate per la lavorazione del legno o per il taglio degli alberi e, all’occorrenza, come arma di difesa. Per fabbricare un manufatto finito era necessario procedere a tre distinte fasi di lavorazione: in un primo momento i ciottoli in pietra verde venivano sbozzati e preformati, nelle misure volute, con la tecnica della scheggiatura; seguiva la martellinatura delle superfici -usando probabilmente come percussore un ciottolo della stessa materia- per formare il tallone e il corpo dell’ascia; raggiunta la forma voluta si procedeva infine a formare il tagliente mediante una prolungata levigatura con abrasivi. Ultimata la lavorazione, l’ascia o l’accetta, per sopportare meglio gli urti violenti prodotti nei lavori di taglio, veniva incastrata entro un manicotto ricavato da un palco di corna di cervo, molto resistente ai colpi, e quindi fissata, sempre per incastro, ad un manico di legno
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